Quali fattori occorre prendere in considerazione nella selezione di indumenti protettivi?

Quando si selezionano indumenti protettivi, tra i fattori da prendere in considerazione vi sono la natura e l’entità dei rischi e la loro probabilità, frequenza, gravità, collocazione, espansione potenziale, interazione con altri rischi e la disponibilità di risorse per affrontarli.

Ad esempio, gli indumenti per gli interventi d’emergenza sono spesso indossati per lunghi periodi in ambienti estremi e ad alto stress e in luoghi che possono essere fisicamente inaccessibili. Ciò richiede indumenti protettivi che non siano solo efficaci dal punto di vista tecnico, ma in grado di sostenere la durata e l’intensità dell’intervento.

Oltre alla performance protettiva, deve essere considerato anche il comfort di chi li indossa, poiché indumenti ingombranti possono causare fatica, stress da calore e tensione psicologica. Il peso, la robustezza, la resistenza e la performance delle cuciture degli indumenti sono altri fattori importanti.

Per una risposta rapida, efficiente e sicura sono essenziali un equipaggiamento, un addestramento e procedure corretti. Gli operatori devono avere particolare cura nell’indossare e nel rimuovere gli indumenti protettivi, al fine di evitare contaminazioni incrociate.

UNI EN 14605 (ottobre 2009)

Indumenti di protezione contro agenti chimici liquidi – Requisiti prestazionali per indumenti con collegamenti a tenuta di liquido (Tipo 3) o a tenuta di spruzzi (Tipo 4), inclusi gli articoli che proteggono solamente parti del corpo (Tipi PB [3] e PB [4])

La presente norma è la versione ufficiale della norma europea EN 14605:2005+A1 (edizione maggio 2009). La norma specifica i requisiti minimi per i seguenti tipi di indumenti di protezione contro agenti chimici di uso limitato e riutilizzabili:
– indumenti di protezione per il corpo intero con collegamenti a tenuta di liquido tra diverse parti dell indumento (Tipo 3: indumento a tenuta di liquido) e, se applicabile, con collegamenti a tenuta di liquido con parti componenti quali cappucci, guanti, stivali, visiere o dispositivi di protezione delle vie respiratorie, che possono essere specificati in altre norme europee;

– indumenti di protezione per il corpo intero con collegamenti a tenuta di spruzzi tra diverse parti dell indumento (Tipo 4: indumento a tenuta di spruzzi) e, se applicabile, con collegamenti a tenuta di spruzzi con parti componenti quali cappucci, guanti, stivali, visiere o dispositivi di protezione delle vie respiratorie, che possono essere specificati in altre norme europee;

– capi di abbigliamento con protezione parziale del corpo, che offrono protezione a specifiche parti del corpo contro la permeazione degli agenti chimici liquidi.
TIPO PB [3] o PB [4]: ​​protezione parziale del corpo

Il metodo di prova della norma EN 1149-1 si basa sul rilevamento della resistenza di superficie in Ohm (più bassa è la resistenza, più velocemente possono fluire o defluire le cariche). Questo metodo può essere utilizzato solo nel caso dei materiali che hanno anche una superficie conduttiva, ad esempio di carbonio o di fibre di acciaio.
Il metodo di prova della norma EN 1149-3 misura la velocità di attenuazione della carica fino al 50% della carica in uscita (più questa è veloce, meglio è) e il fattore di schermo contro il campo elettrico (più questo è alto, meglio è).

UNI EN 13034 (luglio 2009)

Indumenti di protezione contro agenti chimici liquidi – Requisiti prestazionali per indumenti di protezione chimica che offrono una protezione limitata contro agenti chimici liquidi (equipaggiamento tipo 6 e tipo PB [6])

La norma DIN EN 13034 si riferisce ai requisiti minimi di tute protettive con protezione limitata contro gli schizzi di tipo 6 (classificazione delle tute di protezione chimica). Gli indumenti protettivi conformi alla norma europea offrono una protezione limitata contro l’azione di aerosol liquidi, spray e lievi schizzi nelle aree nelle quali il rischio di un’azione chimica viene valutato come alquanto ridotto.

TIPO 6 : protegge almeno il busto e gli arti (tuta monopezzo o tuta due pezzi)

Fra i requisiti della norma vi è l’azione protettiva offerta da una speciale dotazione del tessuto in combinazione con la lavorazione richiesta dell’indumento, in particolare la lavorazione delle cuciture. Fra i criteri di prova vi sono la resistenza dei materiali contro la penetrazione di liquidi e la resistenza alla penetrazione di spray (vedi il metodo di prova Spray-Test).

UNI EN 1149 (luglio 2008)

Indumenti di protezione – Proprietà elettrostatiche – Requisiti prestazionali

La norma specifica i requisiti del materiale e di progettazione per gli indumenti di protezione che dissipano le cariche elettrostatiche, utilizzati come parte di un sistema di messa a terra totale per evitare scariche che possano innescare incendi. I requisiti possono risultare insufficienti in atmosfere infiammabili arricchite di ossigeno. La norma non è applicabile per la protezione contro la tensione di rete.

Il titolo principale DIN EN 1149 “Proprietà elettrostatiche” riunisce le seguenti parti:

Parte 1: Metodo di prova per la misurazione della resistenza di superficie
Parte 2: Metodo di prova per la misurazione della resistenza elettrica attraverso un materiale
Parte 3: Metodo di prova per la misurazione dell’attenuazione della carica
Parte 4: Prova degli indumenti (norma attualmente in fase di elaborazione)
Parte 5: Requisiti prestazionali dei materiali e di progettazione

Si tratta di indumenti protettivi conduttivi di cariche elettrostatiche. Grazie agli indumenti viene ridotta la carica elettrostatiche della persona e con essa anche lo sviluppo di scintille infiammabili. Questo è necessario nelle aree dove possono generarsi atmosfere esplosive. La norma definisce i requisiti elettrostatici degli indumenti per impedire le scariche infiammabili.

PARTE METODO DI PROVA
Il metodo di prova della norma EN 1149-1 si basa sul rilevamento della resistenza di superficie in Ohm (più bassa è la resistenza, più velocemente possono fluire o defluire le cariche). Questo metodo può essere utilizzato solo nel caso dei materiali che hanno anche una superficie conduttiva, ad esempio di carbonio o di fibre di acciaio.
Il metodo di prova della norma EN 1149-3 misura la velocità di attenuazione della carica fino al 50% della carica in uscita (più questa è veloce, meglio è) e il fattore di schermo contro il campo elettrico (più questo è alto, meglio è).
Nella norma EN 1149-5 vengono definiti i requisiti prestazionali del materiale e di progettazione per gli indumenti di protezione. Il materiale deve essere certificato in base alla norma EN 1149-1 o EN 1149-3.

UNI EN 1073-2 (settembre 2003):

Indumenti di protezione contro la contaminazione radioattiva – Requisiti e metodi di prova per indumenti di protezione non ventilati contro la contaminazione radioattiva sotto forma di particelle

La norma specifica i requisiti e i metodi di prova per gli indumenti di protezione non ventilati che proteggono il portatore dalla contaminazione radioattiva sotto forma di particelle.

UNI EN 14126 (novembre 2004)

Indumenti di protezione – Requisiti prestazionali e metodi di prova per gli indumenti
di protezione contro gli agenti infettivi

La norma specifica i requisiti e i metodi di prova per gli indumenti di protezione riutilizzabili e di uso
limitato che forniscono protezione contro gli agenti infettivi.

UNI EN ISO 13982-1

Indumenti di protezione per l’utilizzo contro particelle solide
Parte 1: Requisiti prestazionali per indumenti di protezione contro prodotti chimici che offrono protezione all’intero corpo contro particelle solide disperse nell’aria (indumenti tipo 5)

La norma specifica i requisiti minimi per indumenti di protezione contro prodotti chimici resistenti alla penetrazione di particelle solide disperse nell’aria (tipo 5). Questi capi di abbigliamento sono indumenti di protezione per l’intero corpo, per esempio tronco, braccia, gambe, come le tute intere o in due pezzi, con o senza cappuccio o schermi visivi, con o senza protezione del piede.